Aids: a Washington un congresso mondiale

Sono circa 34 milioni le persone che convivono con l’Aids. Negli ultimi 20 anni la malattia ha causato circa 30 milioni di decessi. Dati allarmanti, che restano tali nonostante la consapevolezza dei progressi compiuti, negli ultimi anni, nel campo della ricerca delle terapie antivirali. Terapie che spesso fanno dell’Aids una malattia cronica con la quale convivere, anziché una condanna certa a morte.

Di questi temi e di altre problematiche legate alla diffusione della malattia si parla oggi al congresso mondiale sull’ Aids, che si tiene a Washington e a cui prendono parte nomi di spicco del mondo della medicina, della politica e dello spettacolo.

Il congresso farà il punto sui progressi nella sperimentazione di un vaccino contro la malattia, affrontando i nuovi scenari di ricerca (nuove strategie preventive) nonché le difficoltà contingenti cui deve far fronte la lotta contro l’Aids. Si parlerà anche di economia, in merito all’importanza dei finanziamenti alla ricerca, messi a dura prova dalla crisi economica.

In occasione del congresso mondiale sull’ Aids e come promemoria sull’importanza della prevenzione contro la diffusione dell’ Hiv, riproponiamo una serie di pubblicità progresso sul tema. Ricordandoci che nel 2011, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids, la Rai proibiva sui propri canali l’utilizzo della parola preservativo. Noi di Mammagallo siamo un po’ meno proibizionisti, quindi non scandalizzatevi se alcune delle immagini proposte sono un po’ forti o esplicite.

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Il Polibus di Emergency nelle zone del sisma

Ci è stato segnalato – e riportiamo volentieri – l’intervento di Emergency nelle zone italiane colpite dal terremoto. L’ambulatorio mobile di Emergency è accorso a Carpi, in provincia di Modena, uno dei territori che più pesantemente ha subito danni a seguito del sisma.

Sulla pagina Fecebook di Emergency leggiamo: “Da lunedì 18 giugno un ambulatorio mobile di Emergency sta lavorando a Carpi, in provincia di Modena, in una zona duramente colpita dalle scosse sismiche delle ultime settimane. Il Polibus, che abbiamo inviato nell’area su richiesta di numerose comunità vittime del terremoto, si trova attualmente in un campo gestito dalla Protezione Civile della Regione Basilicata. Molte strutture sanitarie dell’area sono state rese inagibili dal terremoto: l’ambulatorio mobile garantisce uno spazio presso cui i pazienti possono ricevere cure in un ambiente integro ed equipaggiato. Grazie alla costante presenza di mediatori sul Polibus, inoltre, possiamo accogliere e prendere in carico nel miglior modo possibile anche i cittadini stranieri, che rappresentano gran parte dei 600 abitanti del campo. Nei primi giorni di intervento, il personale di Emergency ha visitato adulti e bambini, riscontrando principalmente dermatiti, congiuntiviti, ipotensione. Il nostro team continua a monitorare il territorio per individuare eventuali ulteriori bisogni e valutare possibili nuovi interventi. Sostieni l’ambulatorio mobile con una donazione online“.

Pensavate che Emergency operasse solo in qualche lontana parte del mondo, colpita da qualche guerra di cui non parlano nemmeno i telegiornali? Ebbene no, non solo. Emergency opera attivamente anche nel nostro Paese, grazie al Programma Italia (di cui è partner anche la Fondazione Smemoranda). Oltre al Polibus che in questi giorni è attivo a Carpi, nel territorio italiano Emergency gestisce anche due Poliambulatori. Uno a Palermo, dove garantisce assistenza sanitaria gratuita ai migranti, con o senza permesso di soggiorno, e a tutti coloro che ne abbiano bisogno. Un altro a  Marghera (VE), attivo da dicembre del 2010.

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Credi ancora che l’integrazione non sia possibile?

Probabilmente il 21 marzo è noto ai più per essere il primo giorno di primavera. Sapete che, nella stessa data, si celebra la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down?

Il 21 marzo scorso, proprio in occasione della suddetta Giornata, è stata lanciata una campagna di comunicazione a favore dell’integrazione delle persone affette da sindrome di Down. Il concept della campagna è semplice ed efficace ed è basato sull’idea di normalità. Ecco come si sono espressi a riguardo i promotori della campagna, realizzata dall’agenzia di pubblicità Saatchi & Saatchi per la onlus CoorDown: «Sul tema dell’inclusione c’è ancora molto da fare, soprattutto in campo lavorativo e scolastico, a partire dai pregiudizi delle persone. L’idea vincente di questa campagna è il messaggio di normalità. Le persone con sindrome di Down hanno il diritto di esprimere le loro capacità e di avere le stesse opportunità di chiunque altro e invece troppo spesso sono considerati diversi e incapaci di condurre una vita autonoma».

Coerentemente al concept della campagna di comunicazione ideata, il 21 marzo sono comparse, in tv e sui quotidiani nazionali, delle versioni alternative di note pubblicità, nelle quali gli attori originali sono stati sostituiti da persone con sindrome di Down. Tra i partner dell’iniziativa, marchi noti come ad esempio Enel, Carrefour, Illycaffè, Pampers e Toyota.

E tu, credi ancora che l’integrazione non sia possibile?

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Farli ammalare non ci farà guarire

Sarà per via del nome dell’agenzia che simpatizziamo con l’impegno degli animalisti? Non solo. E’ perché crediamo nella loro causa e nelle loro battaglie. Siamo lieti di segnalare, quindi, un’iniziativa promossa dalla Lega Anti Vivisezione.

La LAV ha organizzato una raccolta firme per supportare la richiesta da inoltrare a governo e parlamento per un intervento decisivo in materia di vivisezione e test sugli animali. Come partecipare alla raccolta firme? E’ semplice, basta scendere in piazza. Sul sito della LAV è presente la lista delle piazze italiane dove si terrà la raccolta firme, sabato 17 e domenica 18 marzo. Basta consultare l’elenco per scoprire la piazza più vicina dove sarà possibile incontrare gli amici della LAV. E se il prossimo weekend siete impegnati, niente pausa: la raccolta firma continua anche il 24 e 25 marzo.

Per ricordare quanto crudeli e inutili siano i test sugli animali, la LAV ha realizzato uno spot radiofonico, che ci ha molto colpiti e che non possiamo non segnalare:

Spot radiofonico Lega Anti Vivisezione

Fare ammalare gli animali non ci farà guarire, perciò perché continuare a usarli come cavie? Noi speriamo che a Mammagallo e a tutti gli esemplari di animali esistenti o immaginari non debba mai toccare una sorte simile e vi invitiamo a scendere nella piazza più vicina per metterci la firma.

Mammagallo per il sociale

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