Tra le Barbie arriva una Drag Queen

La Barbie, che ha recentemente compiuto 53 anni di presenza sul mercato, torna in questi giorni a far parlare di sé. Perché?

E’ stato recentemente annunciato l’arrivo di una nuova bambolina nella scuderia Barbie: la “The Blonds Blond Diamond Barbie Doll“. Meglio nota come la Barbie Drag Queen o la Barbie transgender.

La nuova Barbie (che arriverà nei negozi a dicembre 2012 e costerà 125 dollari) è stata realizzata dalla Mattel in collaborazione con i designer The Blonds, alias Philippe e David Blond. La nuova Barbie è stata realizzata a immagine e somiglianza di Philippe Blond, transgender travestito che si è prestato come modello per la creazione della nuova bambolina Drag Queen.

Nella migliore tradizione Mattel, la nuova Barbie sbarcherà nei negozi con un corredo di abiti e accessori impeccabile: pelliccia di ermellino, piume di struzzo, abitino di lustrini.

La Barbie si riconferma intramontabile icona di moda e di modi, espressione della società e dei tempi che vive. E se da un lato rappresenta il trionfo dell’immagine stereotipata, dell’estetica e del canone, dall’altro lato è capace di reinvenzioni e di aperture, scevre da anacronismi e moralismi. Un pregio che vorremmo attribuire più spesso alle persone in carne e ossa, piuttosto che a una bambolina di plastica…

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

La torre Lego più alta del mondo

Tanto tempo fa vi abbiamo parlato del volo nello spazio compiuto dal celebre omino Lego, ricordate?

Oggi torniamo a parlare della Lego. Perché?

Per la torre di Lego più alta del mondo, che è stata costruita in Corea in occasione dell’ottantesimo compleanno dei mattoncini colorati più famosi al mondo. A proposito di mattoncini, ne sono serviti ben cinquantamila per erigere la torre da record, che svetta di fronte allo stadio olimpico della capitale sudcoreana. La costruzione, con i suoi 31,9 metri di altezza, ha scippato il primato ad  una torre simile che avevano costruito i francesi e che raggiungeva i 31,6 metri.

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Gli Angry Birds colpiscono ancora

 

Tra qualche giorno, precisamente il 22 marzo, uscirà il nuovo gioco Angry Birds Space (per iOS e Android). La casa di produzione del videogame, la finlandese Rovio, ha rilasciato un piccolo trailer su quella che sarà la prossima avventura degli Angry Birds. Un’avventura che si preannuncia… spaziale!

Da novembre 2011 a oggi, le varie versioni di Angry Birds hanno totalizzato ben 500 milioni di download. A dichiararlo, gli stessi produttori della Rovio, fieri del successo che ha riscontrato il loro gioco. Un gioco semplice, che tuttavia ha conquistato numerosissimi utenti che si sono cimentati nel lancio degli uccelli arrabbiati, mediante fionda. Per chi non lo sapesse, lo scopo del gioco-rompicapo è quello di scagliare con una fionda differenti tipi di uccelli per colpire (e distruggere) dei maialini verdi, rei di un grave furto: quello delle uova dei volatili.

A dimostrazione del successo riscosso da Angry Birds, c’è un vasto merchandising fatto di magliette, pupazzi, peluche, portachiavi. E sapevate che esiste anche un gioco da tavolo dei famosi uccelli arrabbiati? Si chiama Angry Birds knock on wood e prende ovviamente ispirazione dalle missioni vendicative compiute dai pennuti all’interno dei videogiochi.

E come delle vere e proprie star, i protagonisti volanti del celebre videogame sono stati più volte citati in serie tv di successo, da Big Bang Theory a Glee, da Grey’s Anatomy ai Simpson.

Vedremo se il nuovo Angry Birds Space soddisferà le aspettative degli appassionati e garantirà ancora più successo al gioco. Preparate le fionde!

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53 anni e nemmeno una ruga: Barbie

La bambolina più famosa al mondo ha da poco compiuto 53 anni: era il 9 marzo 1959 quando veniva messo in commercio il primo esemplare di Barbie. Il primo di una lunga serie.  Sì, perché in questi cinquant’anni e passa la Barbie ha letteralmente cavalcato l’onda del costume e dei costumi, aggiornandosi e tenendosi al passo coi tempi, adeguandosi alle mode e influenzandole addirittura. Tanto che si potrebbe ripercorrere l’evoluzione dei costumi e della società passando in rassegna, di anno in anno, le varie collezioni di Barbie.

Per capire quanto le Barbie abbiano lasciato il segno, ben al di là del mondo dei giocattoli, basta pensare alle linee di moda e di accessori che ne portano il nome. E poi scarpe, zainetti, quaderni, occhiali da sole e occhiali da vista. Chi più ne ha, più ne metta.

E che dire degli stilisti di grande fama internazionale che hanno voluto prestare il loro talento per vestire esemplari esclusivi e da collezione di Barbie? E che dire, ancora, dell’impronta e dell’influenza che la celebre bambola della Mattel ha lasciato nel mondo dell’arte, della musica, del cinema e della televisione?

Non dimenticherete certo la hit degli Aqua Barbie Girl, che ironizza sugli stereotipi di genere prendendo spunto dall’immagine femminile proposta dalle Barbie.

E vogliamo parlare dei cartoni animati che vedono proprio le Barbie protagoniste? No, parliamo piuttosto di quei film che raccontano una certa immagine di donna, in riferimento indiretto alle suggestioni che la bambolina ha contribuito a lasciare nell’immaginario collettivo. La donna perfetta dell’omonimo film del 2004, con protagonista Nicole Kidman, non è forse la personificazione della bambola bionda nel mondo reale?

Di ben altra natura il riferimento presente nel cartoon della Pixar Toy Story 3, che non poteva non trascinare nella storia due icone dell’infanzia come Barbie e Ken.

Questi sono solo alcuni dei riferimenti all’immagine-Barbie di cui è infarcito il mondo dell’arte e dello spettacolo. Che siano polemici o ironici, celebrativi o dissacratori, numerosi sono gli spunti che sono nati attorno a quello che, negli anni, non è stato solo un giocattolo ma è diventato un vero simbolo. Simbolo negativo? Simbolo positivo?

Quel che è certo è che, a 53 anni dalla sua nascita, la Barbie non sembra soffrire alcun sintomo di vecchiaia. Nemmeno una ruga, e c’è da scommettere che sentiremo parlare di lei ancora a lungo.

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

L’omino Lego nella stratosfera

Non chiedeteci perché, ma pare che due ragazzi diciassettenni abbiano mandato nella stratosfera una piccola costruzione Lego.

E’ successo in Canada, come si può intuire dalla bandiera canadese che l’omino Lego ha portato orgogliosamente con sé durante il volo. Matthew Ho e Asad Muhammad, due diciassettenni di Toronto, hanno utilizzato per la loro impresa un pallone meteorologico alimentato a elio, quattro telecamere e un telefono cellulare (per filmare il volo), un paracadute di nylon che ha permesso all’omino di tornare sulla terra sano e salvo.

Sano e salvo, dopo un volo di 24 km durato 97 minuti.

Non ci credete? Guardate qui…

 

La notizia ci ha ovviamente incuriosito e guardando il video ci siamo chiesti: ma quante cose si possono fare con qualche mattoncino colorato e un po’ di inventiva?

Basta dare una sbirciatina veloce in rete, per accorgersi che con le costruzioni Lego si sono inventati praticamente di tutto.

Il ricordo delle costruzioni Lego che noi ci portiamo dietro non è così tecnologicamente avanzato da sfidare le leggi della stratosfera, né così elaborato da far pensare alle opere d’arte. Il nostro ricordo è quello di castelli un po’ sgangherati, di navi corsare cui mancava qualche pezzettino (irrimediabilmente andato perduto chissà dove), di personaggi fantastici e storie da inventare. Ma è un ricordo che ci piace comunque tantissimo, non chiedeteci perché.

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

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