In banca, in mutande, per protesta

E’ comunicazione anche questa: un gruppo di manifestanti irrompe – pacificamente – in una filiale della banca Bnl e si mette in mutande. E’ successo a Napoli (precisamente nella filiale di via Toledo), nella mattina di oggi, 29 giugno.

Cosa volessero comunicare i manifestanti con la loro azione di protesta è chiaro, non ha bisogno di spiegazioni. Ma per i meno intuitivi, i manifestanti svestiti hanno pensato anche a uno slogan: “Volete lasciarci in mutande, ma noi la crisi non la paghiamo!”

E ancora: “Paghino i ricchi!”

Con queste parole, finito il simbolico spogliarello in banca, i manifestanti si sono riversati nelle strade della città, indossando la maschera del celebre protagonista di V per Vendetta, simbolo della ribellione contro i soprusi dei cosiddetti potenti.

La notizia ci ha fatto ricordare un episodio analogo. In Spagna, verso la fine dello scorso maggio, un gruppo di manifestanti fece irruzione – sempre pacificamente – all’interno di una filiale di Bankia (a rischio fallimento), che divenne teatro di un flash mob musicale di protesta.

Anche questa è comunicazione. Più forte, forse, degli spot patinati che ci propinano in tv le banche e gli istituti di credito. Più vera, soprattutto, perché originata dall’esasperazione della gente comune, dalla rabbia del nostro vicino di casa, dell’uomo qualunque. Gente che forse non può permettersi di mandare in tv uno spot televisivo per comunicare la propria indignazione, ma che ha ancora la grinta di scendere per le strade e, se serve, di mettersi in mutande.

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

La Kodak in bancarotta (nostalgia da ciribiribì)

Ha scritto un pezzo della storia della fotografia, contribuendo alla diffusione di questa forma d’espressione e allo sviluppo tecnologico che ne ruota attorno.

Eastman Kodak. In questi giorni la multinazionale della fotografia torna a far parlare di sé, ma con una brutta notizia: bancarotta.

Proprio la Kodak, che negli anni ’70 si lanciò come pioniera nella sperimentazione della tecnica digitale, oggi soccombe a causa del digitale. Non riuscendo più a reggere la concorrenza delle macchine fotografiche digitali e non riuscendo più a risollevare le sue finanze, la Kodak ha richiesto la bancarotta assistita.

Questo significa che la Kodak non chiuderà i battenti, ma entrerà in un regime di amministrazione controllata, durante la quale potrà continuare a lavorare anche grazie ad un finanziamento che è stato elargito da Citigroup, azienda di servizi finanziari.

Che ne sarà della Kodak nei prossimi mesi? Riuscirà a risollevare il suo mercato e le sue finanze?

In attesa delle risposte, qui a Mammagallo ci è venuta un po’ di nostalgia e ci sono tornati alla memoria due spot indimenticabili della carta fotografica Kodak.

Chi di noi non si è cimentato, almeno una volta nella vita, nell’imitazione del celebre “ciribiribì Kodak“?

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

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