E’ comunicazione anche questa: un gruppo di manifestanti irrompe – pacificamente – in una filiale della banca Bnl e si mette in mutande. E’ successo a Napoli (precisamente nella filiale di via Toledo), nella mattina di oggi, 29 giugno.

Cosa volessero comunicare i manifestanti con la loro azione di protesta è chiaro, non ha bisogno di spiegazioni. Ma per i meno intuitivi, i manifestanti svestiti hanno pensato anche a uno slogan: “Volete lasciarci in mutande, ma noi la crisi non la paghiamo!”
E ancora: “Paghino i ricchi!”
Con queste parole, finito il simbolico spogliarello in banca, i manifestanti si sono riversati nelle strade della città, indossando la maschera del celebre protagonista di V per Vendetta, simbolo della ribellione contro i soprusi dei cosiddetti potenti.

La notizia ci ha fatto ricordare un episodio analogo. In Spagna, verso la fine dello scorso maggio, un gruppo di manifestanti fece irruzione – sempre pacificamente – all’interno di una filiale di Bankia (a rischio fallimento), che divenne teatro di un flash mob musicale di protesta.
Anche questa è comunicazione. Più forte, forse, degli spot patinati che ci propinano in tv le banche e gli istituti di credito. Più vera, soprattutto, perché originata dall’esasperazione della gente comune, dalla rabbia del nostro vicino di casa, dell’uomo qualunque. Gente che forse non può permettersi di mandare in tv uno spot televisivo per comunicare la propria indignazione, ma che ha ancora la grinta di scendere per le strade e, se serve, di mettersi in mutande.
Mammagallo. Tante idee per la cresta.

Ha scritto un pezzo della storia della fotografia, contribuendo alla diffusione di questa forma d’espressione e allo sviluppo tecnologico che ne ruota attorno.
