Si è concluso venerdì 24 febbraio il contest letterario Messaggi rubati, che ha portato a teatro i fortunati vincitori. E a proposito di vincitori, le nostre congratulazioni vanno a Susanna Maria de Candia, Francesca Schioppo e Raffaella d’Ovidio, che in quanto vincitrici del concorso si sono aggiudicate due biglietti omaggio per lo spettacolo Lettere rubate – Cercando Fernando Pessoa là dove non è mai stato.
Riportiamo di seguito gli elaborati vincitori. Buona lettura!

Egregio Commissario X – Susanna Maria de Candia
Egregio Commissario X,
mi hanno insegnato a non rubare, ma io l’ho fatto senza volerlo. Ho poggiato il mio orecchio al suo petto e, senza farci caso, ho rubato la musica più antica del mondo, il ritmo primigenio dell’umanità, la ninna nanna più dolce delle notti più lunghe.
Lo confesso, Commissario, ho rubato i battiti di un cuore che ballava ignaro e li ho tenuti per me, gelosa, temendo che il vento, a sua volta, li portasse via per donarli all’eco invidiosa.
Una ladra per caso
Entropia per corrispondenza – Francesca Schioppo
Franca, a te.
“Perdonami se lo faccio ancora scrivendoti, se ti scrivo e ti riscrivo, se le parole mi spiegano meglio della voce, se a voce non trovo le parole. Perdonami se ti chiedo di scusarmi, se le scuse non mi servono, se scusandomi ti chiedo di non darmene più. Se per ogni più c’è sempre un meno, perché “più o meno” dovrebbe bastarmi? L’esclusione non è un principio. Lo diventa solo dopo una fi ne. Ed è a questa che ti chiedo di portarmi.
Perché ho voglia di ripartire.
Perché le valigie pesanti ingessano il viaggio.
Perché il gessato voglio lasciarlo a casa, perché non voglio lasciarmi a casa, perché vorrei trovarti a casa. Perché in fondo, non voglio trovare casa.
Ho provato a far rientrare il dentifricio nel tubetto. Non ci sono riuscito.
Entropia dice qualcuno. Questione di tempo dico io.
L’entropia è il perché le valigie si riaprono ma non si richiudono, perché l’andata non è mai come il ritorno, perché tornare non è mai come non essere partiti affatto.
Aggiungo quel qb di pazienza al tempo, prendo tempo per capire, e capisco che non è passato tempo. Questa non è entropia. La fine riconduce al principio, e da principiante ti chiedo ancora una volta di farmi capire. Di rispiegarmi la pratica, perché non è la teoria a non essermi chiara.
Ne abbiam fatti di discorsi, ma discorrendo abbiam corso davanti a ciò che richiedeva calma.
Io stesso ho messo un punto all’attesa, lì dove mi son ritrovato punto e a capo. Battere e levare. Ma niente è levato. Mi sento solo più pesante.
Tu stessa non mi aiuti. E se ti chiedessi di farlo? Lo faresti?
Mi sembra di leggere tra righe troppo distanti, e in questa lettura mi perdo.
Coordinate ne hai?
Rotte sono le mie congetture, le mie ipotesi, le mie analisi.
Rotte da seguire invece non ne ho. Ne hai da darmene? Dovresti.
Voglio sapere l’inciampo, l’inceppo, l’inghippo.
Voglio sapere il sapore di gustare spizzichi e bocconi, mandarli giù, e fingere niente quando i prossimi son serviti.
Voglio sapere se il gelo nelle voci e nei silenzi non lo senti. Voglio sapere a quale temperatura devo abituarmi, perché alle medie non mi ambiento. O le minime, o le massime. Al massimo cambio posto!
Voglio sapere questo cos’è.
Al poco preferisco il niente.
Mi chiedo cosa preferisca tu.
Francamente non so cosa sia, forse semplicemente un avverbio.
Di tempo. Una questione di tempo.
Ma affermandosi si nega: mente.
Non rinnego, ma forse nego.
La mia mente ora è più franca. Ma Franca non sono io.
Puoi esserlo tu?
E con questa scusa, ti chiedo di non usarne altre.”
Franco
Messaggio ad un amico – Raffaella d’Ovidio
Tra le mille cose stupende da leggere e conoscere, quella del gregge di dita mi risuona vagamente in testa e mi sembra che io, una cosa così bella, non l’ho mai “provata” prima. Me la riscrivi? Era in chat, quindi… persa?
Scrivo provare, sentire, perché quando ti leggo non mi è giusto credere che leggo solamente. È una cosa così completa e tonda che tra suoni emozioni improvvise e sapori, le tue poesie sembra di assaggiarle.
E spero, grande scrittore e poeta, nonché intellettuale, queste mie righe saranno prese in considerazione quando ne uscirà una raccolta…
Vien più da dire…una messe. Come di grano tra le mani congiunte, a bere a quel sapere di cui parli e che però non sai.
Il tuo… ha il colore dell’oro.
Ciao
Mammagallo. Tante idee per la cresta.