Movie: The Movie

Un vero trailer per un finto film: è quello che è andato in onda, negli States, durante una puntata del Jimmy Kimmel Live. Non durante una puntata a caso, bensì durante la puntata successiva alla notte degli Oscar.

Ed è proprio al mondo del cinema e al mondo degli Oscar che il trailer strizza l’occhio, con intenti palesemente ironici e parodistici. L’ironia è già svelata dal titolo del film, che purtroppo non vedremo mai nelle sale. Movie: The Movie.

“Il più grande film mai realizzato”. “Un thriller drammatico d’azione comico e romanticamente politico basato su sul romanzo Push di Sapphire”. Un’imperdibile assurdità, insomma, così descritta da Jimmy Kimmel: ”Mettete insieme quello che gli spettatori amano in un solo film e avrete il più spettacolare film di sempre”.

E il film più spettacolare di sempre è riuscito a mettere insieme grandi nomi del cinema, come i registi JJ Abrams e Martin Scorsese, gli attori George Clooney, Cameron Diaz, Tom Hanks, Colin Farrell, Meryl Streep, Charlize Theron, Antonio Banderas e molti altri.

Che dire? Sicuramente non potrete andare al cinema a vedere Movie: The Movie (peccato!) ma intanto potete godervi il trailer. Buona visione!

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

Messaggi rubati: the winner is…

Si è concluso venerdì 24 febbraio il contest letterario Messaggi rubati, che ha portato a teatro i fortunati vincitori. E a proposito di vincitori, le nostre congratulazioni vanno a Susanna Maria de Candia, Francesca Schioppo e Raffaella d’Ovidio, che in quanto vincitrici del concorso si sono aggiudicate due biglietti omaggio per lo spettacolo Lettere rubate – Cercando Fernando Pessoa là dove non è mai stato.

Riportiamo di seguito gli elaborati vincitori. Buona lettura!

 

Egregio Commissario X – Susanna Maria de Candia

Egregio Commissario X,
mi hanno insegnato a non rubare, ma io l’ho fatto senza volerlo. Ho poggiato il mio orecchio al suo petto e, senza farci caso, ho rubato la musica più antica del mondo, il ritmo primigenio dell’umanità, la ninna nanna più dolce delle notti più lunghe.
Lo confesso, Commissario, ho rubato i battiti di un cuore che ballava ignaro e li ho tenuti per me, gelosa, temendo che il vento, a sua volta, li portasse via per donarli all’eco invidiosa.

Una ladra per caso

Entropia per corrispondenza – Francesca Schioppo

Franca, a te.

“Perdonami se lo faccio ancora scrivendoti, se ti scrivo e ti riscrivo, se le parole mi spiegano meglio della voce, se a voce non trovo le parole. Perdonami se ti chiedo di scusarmi, se le scuse non mi servono, se scusandomi ti chiedo di non darmene più. Se per ogni più c’è sempre un meno, perché “più o meno” dovrebbe bastarmi? L’esclusione non è un principio. Lo diventa solo dopo una fi ne. Ed è a questa che ti chiedo di portarmi.
Perché ho voglia di ripartire.
Perché le valigie pesanti ingessano il viaggio.
Perché il gessato voglio lasciarlo a casa, perché non voglio lasciarmi a casa, perché vorrei trovarti a casa. Perché in fondo, non voglio trovare casa.

Ho provato a far rientrare il dentifricio nel tubetto. Non ci sono riuscito.
Entropia dice qualcuno. Questione di tempo dico io.
L’entropia è il perché le valigie si riaprono ma non si richiudono, perché  l’andata non è mai come il ritorno, perché tornare non è mai come non essere partiti affatto.

Aggiungo quel qb di pazienza al tempo, prendo tempo per capire, e capisco che non è passato tempo. Questa non è entropia. La fine riconduce al principio, e da principiante ti chiedo ancora una volta di farmi capire. Di rispiegarmi la pratica, perché non è la teoria a non essermi chiara.

Ne abbiam fatti di discorsi, ma discorrendo abbiam corso davanti a ciò che richiedeva calma.

Io stesso ho messo un punto all’attesa, lì dove mi son ritrovato punto e a capo. Battere e levare. Ma niente è levato. Mi sento solo più pesante.

Tu stessa non mi aiuti. E se ti chiedessi di farlo? Lo faresti?
Mi sembra di leggere tra righe troppo distanti, e in questa lettura mi perdo.
Coordinate ne hai?
Rotte sono le mie congetture, le mie ipotesi, le mie analisi.
Rotte da seguire invece non ne ho. Ne hai da darmene? Dovresti.

Voglio sapere l’inciampo, l’inceppo, l’inghippo.
Voglio sapere il sapore di gustare spizzichi e bocconi, mandarli giù, e fingere niente quando i prossimi son serviti.
Voglio sapere se il gelo nelle voci e nei silenzi non lo senti. Voglio sapere a quale temperatura devo abituarmi, perché alle medie non mi ambiento. O le minime, o le massime. Al massimo cambio posto!

Voglio sapere questo cos’è.

Al poco preferisco il niente.

Mi chiedo cosa preferisca tu.

Francamente non so cosa sia, forse semplicemente un avverbio.
Di tempo. Una questione di tempo.
Ma affermandosi si nega: mente.
Non rinnego, ma forse nego.
La mia mente ora è più franca. Ma Franca non sono io.
Puoi esserlo tu?
E con questa scusa, ti chiedo di non usarne altre.”

Franco

Messaggio ad un amico – Raffaella d’Ovidio 

Tra le mille cose stupende da leggere e conoscere, quella del gregge di dita mi risuona vagamente in testa e mi sembra che io, una cosa così bella, non l’ho mai “provata” prima. Me la riscrivi? Era in chat, quindi… persa?
Scrivo provare, sentire, perché quando ti leggo non mi è giusto credere che leggo solamente. È una cosa così completa e tonda che tra suoni emozioni improvvise e sapori, le tue poesie sembra di assaggiarle.
E spero, grande scrittore e poeta, nonché intellettuale, queste mie righe saranno prese in considerazione quando ne uscirà una raccolta…
Vien più da dire…una messe. Come di grano tra le mani congiunte, a bere a quel sapere di cui parli e che però non sai.
Il tuo… ha il colore dell’oro.

Ciao

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

 

Messaggi rubati: countdown

Alle ore dodici di oggi, 24 febbraio, scade il termine per partecipare al contest Messaggi rubati. I tre vincitori si aggiudicheranno, a testa, due biglietti omaggio per lo spettacolo teatrale Lettere rubate, che andrà in scena sabato 25 e domenica 26 febbraio nella sede molfettese di Malalingua.

L’Associazione Culturale Malalingua selezionerà, nelle prossime ore, gli elaborati vincitori del contest, i cui autori verranno contattati telefonicamente tra stasera e domattina. Previo consenso degli autori, gli elaborati vincitori potranno essere pubblicati nel Blog di Mammagallo.

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

Se uno zombie vi passeggia accanto

Se uno zombie vi passeggia accanto, probabilmente state facendo un brutto sogno. Oppure, state assistendo a una ingegnosa trovata di marketing non convenzionale.

Ecco cosa è successo, qualche mese fa, in un cinema di Johannesburg (dove? Ah sì, è in Sud Africa…). In una sala gremita di spettatori vanno in onda i trailer delle prossime uscite cinematografiche. Ma durante la proiezione di un trailer, entra in sala uno zombie. Le reazioni suscitate variano dalla sorpresa alla paura, dalla curiosità al divertimento.

Tutti si chiedono: “Ehi, che sta succedendo?”. Fino a quando un’eroina inaspettata fa fuori, dal grande schermo, l’indesiderato ospite e si palesa agli occhi del pubblico il motivo dell’intrusione.

L’idea, tutt’altro che scontata, è quella di creare coinvolgimento in sala. Emozionare il pubblico in qualche modo, anche semplicemente strappandogli una risata o facendo aggrottare le sopracciglia di qualche spettatore. Il tutto, per promuovere la seconda stagione della serie televisiva The Walking Dead (che racconta – inutile specificarlo – l’invasione del nostro pianeta da parte di un’orda di zombie). Come dire: “Ok… Adesso avete provato, anche solo lontanamente, cosa significa vivere in un mondo in cui gli zombie possono camminarvi accanto. Pensate se questo mondo esistesse davvero. Bhe, esiste. Su Fox. Ed è il mondo di The Walking Dead”.

Noi siamo sicuri che qualche spettatore lì presente avrà iniziato a guardare i nuovi episodi della serie. Semplicemente perché si sarà sentito coinvolto, più coinvolto rispetto alla visione di un convenzionale spot televisivo.

Chiudiamo con un applauso finale (e virtuale) alla trovata di far interagire la scena proiettata sul grande schermo con quello che sta accadendo in sala. Le distanze si accorciano e nel mezzo incontrano il pubblico. Che è contento, senza quasi sapere il perché.

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

Ricordando Andy Warhol

Il 22 febbraio (oggi) è l’anniversario della nascita del fisico Heinrich Rudolf Hertz. A ricordarcelo ci ha pensato – come spesso accade – Google, con un doodle animato che ci ha già conquistato.

Ma il 22 febbraio è anche l’anniversario della morte di Andy Warhol, pittore, scultore, regista, attore e scrittore. E’ stata una delle figure più controverse e irriverenti del panorama artistico del ’900, al quale ha lasciato un enorme contributo (soprattutto all’interno del movimento della pop art statunitense).

Lo si potrebbe ricordare in molti modi, con la consapevolezza che ciascuno di essi è, in fondo, riduttivo. Consapevoli che lui, probabilmente, avrebbe riservato a riguardo un commento caustico e irriverente.

Le sue opere sono già note ai più (ci auguriamo). Un po’ meno le sue parole. Oggi, nell’anniversario della sua scomparsa, vogliamo rispolverare il Warhol-pensiero e proporre alcune delle sue imperdibili frasi.

“La cosa più bella di Tokio è McDonald’s. La cosa più bella di Stoccolma è McDonald’s. La cosa più bella di Firenze è McDonald’s. Pechino e Mosca non hanno ancora nulla di bello”

“Un poeta può sopravvivere a tutto tranne che ad un errore di stampa”

“Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c’è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: Che cosa avrò sbagliato?”

“Un artista è uno che produce cose di cui la gente non ha bisogno ma che lui – per qualche ragione – pensa sia una buona idea dargli”

“Vorrei una pietra tombale senza iscrizioni di sorta. Nessun epitaffio, neppure il nome. Anzi no, mi piacerebbe che fosse scritto sopra finzione

“Credo che sia un artista chiunque sappia fare bene una cosa: cucinare, per esempio”

“Non so se sto male perché impazzisco o se impazzisco perché sto male”

E, per finire, in assoluto la nostra citazione preferita: “La vita è troppo breve per prendersela per uno stupido errore”

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

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