Messaggi rubati: countdown

Alle ore dodici di oggi, 24 febbraio, scade il termine per partecipare al contest Messaggi rubati. I tre vincitori si aggiudicheranno, a testa, due biglietti omaggio per lo spettacolo teatrale Lettere rubate, che andrà in scena sabato 25 e domenica 26 febbraio nella sede molfettese di Malalingua.

L’Associazione Culturale Malalingua selezionerà, nelle prossime ore, gli elaborati vincitori del contest, i cui autori verranno contattati telefonicamente tra stasera e domattina. Previo consenso degli autori, gli elaborati vincitori potranno essere pubblicati nel Blog di Mammagallo.

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

Se uno zombie vi passeggia accanto

Se uno zombie vi passeggia accanto, probabilmente state facendo un brutto sogno. Oppure, state assistendo a una ingegnosa trovata di marketing non convenzionale.

Ecco cosa è successo, qualche mese fa, in un cinema di Johannesburg (dove? Ah sì, è in Sud Africa…). In una sala gremita di spettatori vanno in onda i trailer delle prossime uscite cinematografiche. Ma durante la proiezione di un trailer, entra in sala uno zombie. Le reazioni suscitate variano dalla sorpresa alla paura, dalla curiosità al divertimento.

Tutti si chiedono: “Ehi, che sta succedendo?”. Fino a quando un’eroina inaspettata fa fuori, dal grande schermo, l’indesiderato ospite e si palesa agli occhi del pubblico il motivo dell’intrusione.

L’idea, tutt’altro che scontata, è quella di creare coinvolgimento in sala. Emozionare il pubblico in qualche modo, anche semplicemente strappandogli una risata o facendo aggrottare le sopracciglia di qualche spettatore. Il tutto, per promuovere la seconda stagione della serie televisiva The Walking Dead (che racconta – inutile specificarlo – l’invasione del nostro pianeta da parte di un’orda di zombie). Come dire: “Ok… Adesso avete provato, anche solo lontanamente, cosa significa vivere in un mondo in cui gli zombie possono camminarvi accanto. Pensate se questo mondo esistesse davvero. Bhe, esiste. Su Fox. Ed è il mondo di The Walking Dead”.

Noi siamo sicuri che qualche spettatore lì presente avrà iniziato a guardare i nuovi episodi della serie. Semplicemente perché si sarà sentito coinvolto, più coinvolto rispetto alla visione di un convenzionale spot televisivo.

Chiudiamo con un applauso finale (e virtuale) alla trovata di far interagire la scena proiettata sul grande schermo con quello che sta accadendo in sala. Le distanze si accorciano e nel mezzo incontrano il pubblico. Che è contento, senza quasi sapere il perché.

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

Ricordando Andy Warhol

Il 22 febbraio (oggi) è l’anniversario della nascita del fisico Heinrich Rudolf Hertz. A ricordarcelo ci ha pensato – come spesso accade – Google, con un doodle animato che ci ha già conquistato.

Ma il 22 febbraio è anche l’anniversario della morte di Andy Warhol, pittore, scultore, regista, attore e scrittore. E’ stata una delle figure più controverse e irriverenti del panorama artistico del ’900, al quale ha lasciato un enorme contributo (soprattutto all’interno del movimento della pop art statunitense).

Lo si potrebbe ricordare in molti modi, con la consapevolezza che ciascuno di essi è, in fondo, riduttivo. Consapevoli che lui, probabilmente, avrebbe riservato a riguardo un commento caustico e irriverente.

Le sue opere sono già note ai più (ci auguriamo). Un po’ meno le sue parole. Oggi, nell’anniversario della sua scomparsa, vogliamo rispolverare il Warhol-pensiero e proporre alcune delle sue imperdibili frasi.

“La cosa più bella di Tokio è McDonald’s. La cosa più bella di Stoccolma è McDonald’s. La cosa più bella di Firenze è McDonald’s. Pechino e Mosca non hanno ancora nulla di bello”

“Un poeta può sopravvivere a tutto tranne che ad un errore di stampa”

“Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c’è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: Che cosa avrò sbagliato?”

“Un artista è uno che produce cose di cui la gente non ha bisogno ma che lui – per qualche ragione – pensa sia una buona idea dargli”

“Vorrei una pietra tombale senza iscrizioni di sorta. Nessun epitaffio, neppure il nome. Anzi no, mi piacerebbe che fosse scritto sopra finzione

“Credo che sia un artista chiunque sappia fare bene una cosa: cucinare, per esempio”

“Non so se sto male perché impazzisco o se impazzisco perché sto male”

E, per finire, in assoluto la nostra citazione preferita: “La vita è troppo breve per prendersela per uno stupido errore”

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

Come dire che…

 

Abbiamo pensato al cliente e alle sue necessità. Abbiamo pensato ai bisogni di coloro i quali si rivolgono a noi. Nell’ideazione della nostra pubblicità abbiamo pensato a quello che più ci sta a cuore.

Ci siamo guardati attorno e abbiamo visto tanto buon potenziale, tanti talenti e tanto lavoro di qualità nelle realtà che ci circondano. Realtà che lavorano sodo, che si impegnano e che cercano di dare il meglio. Ma se non fosse mai abbastanza?

Spesso, il problema è di visibilità. Di comunicazione.

La concorrenza, le labirintiche leggi del mercato, i diversi punti di vista di chi guarda dall’esterno, la sovraesposizione mediatica dei social network sono solo alcuni dei fattori che rendono difficile il tentativo di emergere. Di farsi notare e di farsi conoscere.

Perché il tuo lavoro è un buon lavoro, ma come dirlo a chi non lo ha ancora notato? Come dirlo a chi non ha ancora guardato nella tua direzione? Come dire che…?

Ci è venuto in mente il mimo, che affida la sua arte al costante tentativo di trovare modi di comunicare alternativi alla parola. A volte è semplicemente impossibile dirlo (solo) con le parole. A volte bisogna inventarsi delle strategie, bisogna ingegnarsi come farebbe il mimo. Per questo lo abbiamo scelto come soggetto della nostra pubblicità (per questo, e per l’innegabile simpatia che riserviamo per il mondo dell’arte e dello spettacolo).

Non sai come dirlo? Noi di Mammagallo saremo lieti di aiutarti. Saremo lieti di cercare insieme il modo giusto: perché c’è sempre un modo giusto, un modo che funzioni, un modo che ti rappresenti.

Presto la nostra pubblicità sarà fuori, in giro per il web e in giro per la città. Noi di Mammagallo saremo qui, nel nostro ufficio in via Amente 36, continuando a lavorare e a cercare risposte, per tutti quelli che si staranno chiedendo: “Come dire che…?”

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

Lettere rubate – Cercando Fernando Pessoa là dove non è mai stato

Continuano gli appuntamenti teatrali della rassegna di drammaturgia contemporanea Storie da me – Autori in scena, organizzata dall’Associazione Culturale Malalingua in collaborazione con Nasca Teatri di Terra.

Sabato 25 e domenica 26 febbraio, alle ore 20.30, andrà in scena nella sede di Malalingua (Molfetta, Vico I Catecombe 16) lo spettacolo Lettere rubate – Cercando Fernando Pessoa là dove non è mai stato, ideato e recitato da Tony Allotta con la consulenza artistica di Roberto Scarpetti.

Lettere rubate prende il titolo dal furto che Tony Allotta porta sul palco: il furto di un uomo disperato che si introduce all’intero di una sagrestia alla ricerca di qualcosa di valore. Fuggito con la refurtiva, il ladro/attore si ritrova inaspettatamente al cospetto degli spettatori, improvvisamente diventati complici del reato. E sarà assieme a loro che si svelerà il contenuto del bottino: pochi oggetti di valore e un baule pieno di lettere. Lettere rubate, il cui valore è ben più che economico, messaggi carpiti dalle vite altrui (forse dalla vita di Fernando Pessoa?) che ricordano il senso di una vita degna di essere vissuta.

Ed è così che prosegue lo spettacolo: di lettura in lettura, in un’indagine semiseria sullo scrittore Fernando Pessoa. Le parole del celebre poeta e fingitore si alternano a quelle di altri, lontani e sconosciuti tra loro. Da Mozart a Woody Allen, dai soliti noti agli illustri sconosciuti, le lettere rubate portano in scena l’atmosfera intima e intensa della corrispondenza scritta di pugno, della vita affidata all’inchiostro.

Dopo lo spettacolo, Tony Allotta condividerà con il pubblico la sua esperienza e  testimonianza sull’Occupazione del Teatro Valle di Roma.

Tony Allotta è nato a Roma, dove è iniziata la sua formazione professionale, tra l’Università la Sapienza e il Laboratorio di Gigi Proietti, con cui ha lavorato in diversi spettacoli (Leggero Leggero, L’opera del Mendicante, Per Amore e per diletto, fino all’inaugurazione del Globe Theater di Roma con Romeo e Giulietta).

Successivamente ha collezionato numerosi ruoli in diverse produzioni teatrali e dal 2007 ha portato sulle scene il suo Lettere rubate.

Nel film di Jean Sarto Dall’altra parte del mare (2009), recita a fianco di Galatea Ranzi interpretando il ruolo di Filippo.

Contatti:

L’ Associazione Culturale Malalingua ha sede a Molfetta, in Vico I Catecombe 16.

Informazioni e prenotazioni al numero 347.46.63.244 o all’indirizzo malalingua@hotmail.it

Mammagallo. Tante idee per la cresta.

p.s. Vuoi vincere due biglietti gratuiti per questo spettacolo? Hai ancora pochi giorni per partecipare al contest letterario Messaggi rubati!

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